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IL – Tracciabilità nel prelievo venoso (ISM)

 

 

 

Innovation Lab | Tracciabilità nel prelievo venoso (ISM)

Innovation Lab sono gli eventi di BD Academy Center, lo spazio fisico di BD a Milano dedicato alla formazione, volti alla presentazione e alla descrizione delle soluzioni diagnostiche e di medicina di laboratorio di BD, del valore che apportano agli operatori e alle strutture sanitarie e all’outcome del paziente.​

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L’evento “Integrated Specimen Management – Tracciabilità nel prelievo venoso” vuole focalizzarsi sulla criticità della fase preanalitica che, ​stante la complessità del processo, è trasversale a tutta l’organizzazione.​

La crescente domanda di riduzione degli errori in medicina, da parte dei pazienti nei confronti delle strutture sanitare, impone al laboratorio di ricoprire un ruolo cruciale nell’assicurare un servizio di eccellente qualità. A tale proposito l’utilizzo di indicatori di qualità, consentono la caratterizzazione degli errori nella fase preanalitica, inoltre per aderire agli standard per l’accreditamento, i laboratori devono documentare, misurare e monitorare nel tempo le procedure per una corretta raccolta e per il trattamento dei campioni.​

In tale occasione BD condividerà la propria esperienza nella fase preanalitica supportando in risposta con soluzioni tecnologiche che consentono l’ottemperanza alla ISO 15189 nonchè all’erogazione di soluzioni e servizi professionali rivolti all’osservazione dei processi e alla digitalizzazione delle informazioni.​

 

Dettagli evento

Inizio corso e registrazione: 05/06/2025 – ore 10:00

Conclusione corso: 05/06/2025 – ore 16:00

Luogo: BD Academy Center – Via Enrico Cialdini 16, 20161, Milano (MI)

 

 

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08.04.25 ME – Best Practices nel prelievo da catetere

 

 

 

Meet the Expert | Best Practices nel prelievo da catetere

 

Meet the Expert sono i corsi di BD Academy Center, lo spazio fisico di BD a Milano dedicato alla formazione, ad alto contenuto specialistico per approfondire e condividere conoscenze pratiche sui principali argomenti e soluzioni diagnostiche. Sono disegnati per chi utilizza già le soluzioni BD e vuole approfondire aspetti tecnici sulle soluzioni e dettagli scientifici di alto profilo.​

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Il corso “Best Practices nel prelievo da catetere” si pone come obiettivo quello di trasferire agli Operatori Sanitari a qualsiasi titolo coinvolti nella gestione dei campioni ematici, aggiornamenti utili alla corretta tecnica di prelievo da catetere (periferico o centrale), puntuali ed applicabili nella pratica quotidiana. ​

Tre sono i principali obiettivi dell’incontro:​

  1. Istruire sui principi, le conoscenze e le tecniche necessarie a garantire la qualità e la sicurezza del processo di prelievo, trasporto e trattamento dei campioni biologici nel rispetto delle principali Linee Guida e Normative vigenti.​
  2. Motivare a mettere quotidianamente in pratica le nozioni apprese al fine di garantire la massima riduzione possibile dell’errore pre-analitico (e quindi la qualità dell’iter diagnostico-terapeutico), la propria sicurezza e la sicurezza dei Pazienti a loro affidati​
  3. Favorire il confronto fra professionisti su temi di particolare rilevanza (illustrati da esperti BD) e le soluzioni tecnologiche a supporto.​

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Dettagli evento

Inizio corso e registrazione: 08/04/2025 – ore 10:00

Conclusione corso: 08/04/2025 – ore 16:30

 

Luogo: BD Academy Center – Via Enrico Cialdini 16, 20161, Milano (MI)

 

 

 

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04.03.25 ME – Diagnostica per TB Sfide e soluzioni

 

 

 

Meet the Expert | Diagnostica per TB Sfide e soluzioni

Meet the Expert sono i corsi di BD Academy Center, lo spazio fisico di BD a Milano dedicato alla formazione, ad alto contenuto specialistico per approfondire e condividere conoscenze pratiche sui principali argomenti e soluzioni diagnostiche. Sono disegnati per chi utilizza già le soluzioni BD e vuole approfondire aspetti tecnici sulle soluzioni e dettagli scientifici di alto profilo.​

 

Il corso “Diagnostica per TB Sfide e soluzioni” si pone come obiettivo quello di percorrere insieme ai partecipanti il flusso che il campione segue dal paziente al referto di laboratorio, portando alla luce le sfide attuali e le necessità future. La discussione congiunta partirà dall’esperienza sul campo di alcuni laboratori, sottolineando l’importanza del dialogo tra laboratorio e clinici per massimizzare il beneficio nella gestione del paziente. Verrà anche fornita una panoramica sulle soluzioni BD E2E disponibili, dalla raccolta del campione al risultato finale, per le esigenze di analisi per M. tuberculosis e per altri micobatteri, dai test basati sulla coltura ai test molecolari.​

Favorire il confronto tra i professionisti coinvolti nei flussi di lavoro per diagnostica TB è uno degli obiettivi cardine dell’Evento.​

 

Dettagli evento

Inizio corso e registrazione: 04/03/2025 – ore 10:00

Conclusione corso: 04/03/2025 – ore 16:00

 

Luogo: BD Academy Center – Via Enrico Cialdini 16, 20161, Milano (MI)

 

 

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30.01.25 ME – Best Practices nella fase Preanalitica

 

 

 

Meet the Expert | Best Practices nella fase Preanalitica

Meet the Expert sono i corsi di BD Academy Center, lo spazio fisico di BD a Milano dedicato alla formazione, ad alto contenuto specialistico per approfondire e condividere conoscenze pratiche sui principali argomenti e soluzioni diagnostiche. Sono disegnati per chi utilizza già le soluzioni BD e vuole approfondire aspetti tecnici sulle soluzioni e dettagli scientifici di alto profilo.

 

Il corso “Best Practices nella fase Preanalitica” si pone come obiettivo quello di trasferire agli Operatori Sanitari a qualsiasi titolo coinvolti nella gestione dei campioni ematici, aggiornamenti utili alla corretta tecnica di prelievo, puntuali ed applicabili nella pratica quotidiana.

 

  1. Tre sono i principali obiettivi dell’incontro:
    Istruire sui principi, le conoscenze e le tecniche necessarie a garantire la qualità e la sicurezza del processo di prelievo, trasporto e trattamento dei campioni biologici nel rispetto delle principali Linee Guida e Normative vigenti.
  2. Motivare a mettere quotidianamente in pratica le nozioni apprese al fine di garantire la massima riduzione possibile dell’errore pre-analitico (e quindi la qualità dell’iter diagnostico-terapeutico), la propria sicurezza e la sicurezza dei Pazienti a loro affidati
  3. Favorire il confronto fra professionisti su temi di particolare rilevanza (illustrati da diversi Testimonial) e le soluzioni tecnologiche a supporto.

 

Dettagli evento

Inizio corso e registrazione: 30/01/2025 – ore 10:00

Conclusione corso: 30/01/2025 – ore 16:30

 

Luogo: BD Academy Center – Via Enrico Cialdini 16, 20161, Milano (MI)

 

 

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18_19.02.25 ME – Corso avanzato BD EpiCenter

 

 

 

Meet the Expert | Corso avanzato BD EpiCenter™

Meet the Expert sono i corsi di BD Academy Center, lo spazio fisico di BD a Milano dedicato alla formazione, ad alto contenuto specialistico per approfondire e condividere conoscenze pratiche sui principali argomenti e soluzioni diagnostiche. Sono disegnati per chi utilizza già le soluzioni BD e vuole approfondire aspetti tecnici sulle soluzioni e dettagli scientifici di alto profilo.

 

Il “Corso avanzato BD EpiCenter™” si pone come principale obiettivo quello di approfondire l’utilizzo del software specifico per la Microbiologia al fine di valorizzare i risultati diagnostici e di ottimizzare il processo di comunicazione del referto clinico, obiettivo primario del Laboratorio. ​

 

Saranno dedicate due giornate a istruire al meglio all’uso di BD Epicenter™: gestire le informazioni preanalitiche provenienti dal LIS, comprendere i dati provenienti dagli strumenti analitici, validare e refertare i risultati, effettuare indagini statistico-epidemiologiche, attuare una costante sorveglianza delle infezioni ospedaliere per comunicazione in tempo reale le informazioni critiche, fornire in generale un contributo importante nei Programmi di Antimicrobial Stewardship Aziendali.​

 

Dettagli evento

Inizio corso e registrazione: 18/02/2025 – ore 10:00

Conclusione corso: 19/02/2025 – ore 16:00

 

Luogo: BD Academy Center – Via Enrico Cialdini 16, 20161, Milano (MI)

 

 

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Lotta all’Antibiotico Resistenza: necessità del laboratorio e soluzioni a supporto

 

Lotta all’Antibiotico Resistenza: necessità del laboratorio e soluzioni a supporto

 

Lo scorso Maggio, presso il BD® Academy Center di Milano, si è svolto il primo di una serie di incontri denominati “Innovation Lab – Soluzioni per supportare il laboratorio nella lotta all’AMR”. L’occasione è stata un fruttuoso momento di confronto e dicussione, con scambio di esperienze tra diversi professionisti sanitari che sono parte attiva nella lotta all’antimicrobicoresistenza (AMR). Insieme alle sfide e alle necessità quotidiane degli operatori, è emersa l’importanza del ruolo del Laboratorio di Microbiologia.

 

Ora, nella settimana mondiale per la consapevolezza sull’AMR, vogliamo cogliere l’occasione per riprendere i punti importanti emersi durante l’incontro e ricordare che una seconda edizione di “Innovation Lab – Soluzioni per supportare il laboratorio nella lotta all’AMR” è in svolgimento questa settimana, nonché una terza edizione è prevista prima dell’Estate 2025. Inoltre, qui in BD® Academy è disponibile ora la nuova sezione dedicata alla Lotta all’AMR, per scoprire di più sulle soluzioni disponibili e l’impegno di BD su questo fronte.

 

Oggi in Italia, sono circa 11.000 le morti causate da infezioni di microorganismi resistenti agli antibiotici.1 La situazione, già allarmante, è peggiorata in seguito ad un uso non corretto degli antibiotici durante la pandemia del 2020, come emerge dall’analisi dei dati nuovi forniti della piattaforma clinica globale dell’OMS per il Covid-19.2

 

L’allarme riguarda tutta l’Europa e si stima che dal 2050 la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente. L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) promuove un alto livello di sicurezza sanitaria all’interno dell’Unione. In particolare, in ambito microbiologico, l’ECDC ha il mandato di “incoraggiare la cooperazione tra esperti e laboratori referenti al fine di rinforzare lo sviluppo di capacità sufficienti nella comunità per la diagnosi, rilevazione, identificazione e caratterizzazione degli agenti infettivi che possono minacciare la salute pubblica.”4 L’ECDC sottolinea come il laboratorio di microbiologia sia la prima linea di difesa della salute pubblica contro le malattie trasmissibili e l’AMR.4

 

In Italia, si lavora molto per ridurre la mortalità da infezioni di microrganismi resistenti, tuttavia ancora tanto resta da fare. Il recente Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico Resistenza (PNCAR 2022-2025) prevede molti interventi che ancora oggi non hanno visto una completa realizzazione. L’eterogeneità dell’agire delle Regioni italiane gioca a sfavore di un approccio coordinato centralmente, approccio che prevede tre pilastri principali: sorveglianza, monitoraggio e prevenzione. Nella lotta all’AMR, fare rete è infatti fondamentale. Alcune realtà virtuose hanno infatti sviluppato delle piattaforme regionali per la sorveglianza che raccolgono i dati da diversi laboratori sul territorio e producono una reportistica con frequenza regolare, al fine di monitorare e supportare il processo decisionale con la forza del dato epidemiologico.

 

 

I principali bisogni del laboratorio per la lotta all’AMR in ambito ospedaliero

Dalla discussione tra i partecipanti sono emerse diverse esigenze che – se soddisfatte – potrebbero ottimizzare il lavoro di monitoraggio, diagnosi e scelta terapeutica ottimale e tempestiva (Diagnostic e Antimicrobial Stewardship).

 

In particolare, è emerso il bisogno di:
• formazione degli operatori sanitari coinvolti nel monitoraggio e nella ricerca di patogeni resistenti, ma anche degli operatori che lavorano nei reparti in cui c’è un maggiore rischio infettivologico;
• favorire un maggiore dialogo tra clinici e microbiologi che afferiscono al laboratorio di analisi, in particolare nella condivisione dei dati che deve essere rapida, accurata e completa;
• migliorare e potenziare il sistema informatico ospedaliero (non solo di laboratorio), che spesso non permette di tracciare in modo continuo e automatizzato dal prelievo del campione, all’analisi fino all’alert finale al reparto coinvolto e, quindi, al paziente che dovrà essere curato;
• il referto finale deve essere leggibile, completo, interpretabile, attendibile, riproducibile e utile al clinico che deve prendere le decisioni terapeutiche;
• monitoraggio dell’ambiente ospedaliero (microbiologia ambientale), che si prefigge l’obiettivo di individuare patogeni resistenti non solo a partire dal campione biologico da paziente, ma anche da campionamenti ambientali. Questo approccio è ancora da comprendere e studiare nel dettaglio.

 

Alcuni partecipanti hanno condiviso la loro esperienza diretta che vede grande collaborazione tra microbiologi e clinici, sottolineando la centralità del laboratorio nella gestione del paziente complesso e l’importanza dell’antibiogramma nella pratica clinica. L’avvento di nuove tecnologie per l’identificazione e i test di sensibilità hanno comportato un rimodellamento del laboratorio di analisi e una nuova gestione dei flussi di lavoro. Infatti, è importante conoscere e sfruttare tutti i limiti e i vantaggi degli strumenti di analisi che si hanno a disposizione. Le nuove tecnologie come quelle molecoari non devono sostituire quelle traduzionali, ma essere utilizzate in sinergia, tenendo presente che forniscono informazioni complementari. Le tecniche tradizionali hanno tempi un po’ lunghi e prevedono manualità, tuttavia danno ancora informazioni fondamentali, come la MIC.

 

Altro punto chiave emerso è l’importanza di disporre di report epidemiologici locali aggiornati e condivisi. In collaborazione con gli infettivologi, in alcune realtà sono già stati implementati percorsi virtuosi relativamente alla sorveglianza e alla gestione delle emocolture con integrazione delle metodiche a disposizione. Anche l’utilità di individuare i marker di resistenza è stata sottolineata. Ad esempio, il monitoraggio attivo e specifico di gene NDM ha per messo di evidenziare un drammatico aumento della sua espressione a partire da Aprile 2023, a fronte di un tasso di infezioni e colonizzazioni di ceppi di Klebsiella pneumoniae resistente alla carbapenemasi mediamente costante e che non rispecchiava il medesimo trend.

 

 

Il ruolo del Laboratorio di Microbiologia3

Diagnostica
Il ruolo del laboratorio di microbiologia è centrale per supportare i professionisti e per svolgere un servizio che raccolga in modo efficacie le sfide attuali e assicuri le migliori cure ai pazienti.

Il laboratorio porta con sé una catena di attività, critiche in primis nella diagnostica, che hanno un grande impatto sull’AMR. Per una corretta diagnostica, la fase pre-analitica è fondamentale e deve essere seguita mediante test rapidi e accurati. L’implementazione della diagnostica rapida (come i test molecolari) aumenta la complessità del flusso di laboratorio, ma può accelerare la disponibilità dei risultati. La comunicazione dei risultati è un fattore chiave. Il laboratorio di microbiologia deve avere un ruolo decisionale su quale percorso intraprendere (convenzionale o rapido), sulla base del tipo di campione e l’anamnesi del paziente. È, infatti, fondamentale eseguire il test corretto, sul paziente corretto e soprattutto al momento giusto. Questo approccio, che riflette la Antimicrobial Stewardship, dovrebbe essere implemento in ogni realtà ospedaliera.

 

Antibiogramma
L’antibiogramma ha un ruolo importante nella decisione della terapia più appropriata. In particolare, la MIC è ancora oggi un dato che fa la differenza nella scelta terapeutica, in base alla situazione clinica del paziente, al sito di infezione o al tipo di antibiotico e alla specie microbica identificata. La MIC permette di fare il profilo fenotipico della specie microbica, determinare la sua sensibilità e dare informazioni sul dosaggio di antibiotico necessario.

 

Report
I report degli esami colturali devono essere affidabili, accurati e introdurre ai test di sensibilità per la valutazione della terapia migliore. Queste fasi possono aprire al processo di sorveglianza e all’emanazione di un Alert sia nella struttura ospedaliera interessata all’infezione, sia a livello nazionale quando necessario. La reportistica è importante anche per l’ottenimento di dati epidemiologici condivisibili e semplici da consultare. Gli antibiogrammi cumulativi, oggi ancora oggetto di dibattito, sono importanti e devono gestiti con sistemi informatici avanzati e compatibili con il sistema LIS.

 

 

Le soluzioni di BD
I sistemi e i servizi che BD offre partono proprio dalla consapevolezza delle sfide che deve affrontare il nostro Sistema Sanitario Nazionale, come mancanza di personale, aumento dei costi, diffusione di patogeni resistenti, mancanza di risultati accurati e tempestivi e di una comunicazione rapida del dato. Le risposte della sanità a questi limiti sono l’uso dei processi automatizzati per accorciare i tempi, la costruzione di una struttura che permetta di risparmiare sui costi, l’implementazione di programmi per contrastare la diffusione dei patogeni resistenti e in ultimo l’uso di sistemi informatizzati di alto livello.

 

Come BD Italia, abbiamo ritenuto importante pensare a occasioni di confronto per gli operatori sanitari quali gli Innovation Lab su tematica AMR presso la sede BD a Milano. Infatti, da più di 50 anni siamo al fianco degli operatori sanitari nella lotta all’AMR, fornendo non solo soluzioni che supportano i laboratori nell’ottenere risultati accurati ed in tempi utili per la corretta gestione dei pazienti, ma anche servizi e formazione per un miglioramento continuo delle attività di diagnostica e dell’erogazione delle cure nelle strutture sanitarie.

 

Scopri di più sul nostro impegno nella lotta all’AMR attraverso la nostra pagina dedicata e scaricando i 5 pillars contro l’AMR di BD.

 

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Bibliografia

1. Antimicrobicoresistenza. In Italia circa 11.000 morti l’anno. Priorità a interventi per la ricerca e per la sostenibilità degli antibiotici Reserve – Quotidiano Sanità https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=118376
2. Uso eccessivo di antibiotici in ospedale nei pazienti con Covid-19 potrebbe aver esacerbato la resistenza antimicrobica – Quotidiano Sanità. https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=121814 e
3. Morency-Potvin P, et al Antimicrobial Stewardship: How the Microbiology Laboratory Can Right the Ship Clin Microbiol Rev 30:381– 407. https:// doi.org/10.1128/CMR.00066-16.
4. ECDC public health microbiology strategy 2018–2022 https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/ECDC-public-health-microbiology-strategy-2018-2022.pdf

 

BD Innovation Day Milano – 19 Febbraio 2025

BD Innovation Day Milano – “Sinergie multidisciplinari per un Sistema Sanitario avanzato: nuove frontiere per la Medicina di Laboratorio”

 

BD Innovation Day sono gli eventi di rilievo BD dedicati all’Innovazione in ambito Sanitario. In questa edizione del 19 Febbraio 2025, si analizzeranno le criticità che limitano l’efficienza e l’efficacia del Sistema Sanitario, quali la carenza di risorse e le disuguaglianze territoriali. In questo evento multidisciplinare un pool di esperti eterogeneo proveniente dal mondo accademico, sanitario e economico discuterà il ruolo cruciale del laboratorio e del processo diagnostico, concentrandosi sugli indicatori di qualità e sulle criticità della fase pre-analitica, esplorando il contributo delle tecnologie emergenti e del Health Technology Assessment (HTA). Verranno inoltre analizzati gli standard ISO e i sistemi di prelievo venoso per ridurre gli errori nella fase preanalitica.

 

 

Data

19 Febbraio 2025

 

 

Orario

10:00 – Registrazione dei partecipanti e welcome coffee

16:00 – Wrap up & take home messages

 

 

 

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SIPMeL 2024 – Workshop BD “Innovazione nella fase preanalitica”

 

 

 

SIPMeL 2024 – Workshop BD “Innovazione nella fase preanalitica”

 

Attualmente, i laboratori stanno affrontando un aumento del volume dei campioni, budget limitati e carenza di personale, il che rende necessario ottimizzare il flusso di lavoro per aumentare la produttività senza compromettere la qualità analitica. La sicurezza dei pazienti è strettamente legata alla qualità e all’accuratezza dei test e dei referti, che possono essere influenzati dagli errori nella fase pre-analitica.

 

L’adozione di specifiche tecnologie e sistemi di prelievo integrati possono supportare nel migliorare la sicurezza di pazienti e operatori sanitari a raggiungere allo stesso tempo livelli di qualità elevati nella medicina di laboratorio. I risultati hanno inoltre dimostrato la sostenibilità e la fattibilità economica e organizzativa legate all’introduzione di tali soluzioni.

 

 

Workshop BD

Il 29 Ottobre dalle 10:05 alle 11:05, in occasione del 7° Congresso Nazionale SIPMeL, terremo il workshop dal titolo “Innovazione nella fase preanalitica” con l’obiettivo di trattare questo argomento di cruciale importanza per l’intero percorso diagnostico, e di come il sistema di prelievo integrato BD possa supportare gli operatori sanitari nel raggiungere obbiettivi di qualità e sicurezza.

 

 

Dettagli

Moderatore
Patrizio Caciagli – Università di Trento

 

Introduzione
Il valore nel processo diagnostico secondo gli aspetti di: Sicurezza, Sostenibilità, Performance​.
Patrizio Caciagli – Università di Trento

 

Interverranno
Sistema prelievo integrato verso sitema di prelievo combinato: impatto su sicurezza, efficacia e costi
Francesco Tessarolo
– Università di Trento​

 

HTA dalla Teoria alla pratica “l’impatto dell’innovazione sulla fase preanalitica”
Lucrezia Ferrario ​- Università Carlo Cattaneo, LIUC​

 

Seguirà tavola rotonda

 

 

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SIBioC 2024 – Workshop BD “VALUE-BASED APPROACH NELLA VALUTAZIONE DEI PROCESSI DELLA FASE PRE-ANALITICA”

 

 

 

SIBioC 2024 – Workshop BD “VALUE-BASED APPROACH NELLA VALUTAZIONE DEI PROCESSI DELLA FASE PRE-ANALITICA”

 

Attualmente, i laboratori stanno affrontando un aumento del volume dei campioni, budget limitati e carenza di personale, il che rende necessario ottimizzare il flusso di lavoro per aumentare la produttività senza compromettere la qualità analitica. La sicurezza dei pazienti è strettamente legata alla qualità e all’accuratezza dei test e dei referti, che possono essere influenzati dagli errori nella fase pre-analitica.

 

L’adozione di specifiche tecnologie e sistemi di prelievo integrati possono supportare nel migliorare la sicurezza di pazienti e operatori sanitari a raggiungere allo stesso tempo livelli di qualità elevati nella medicina di laboratorio. I risultati hanno inoltre dimostrato la sostenibilità e la fattibilità economica e organizzativa legate all’introduzione di tali soluzioni.

 

Workshop BD

Il 9 Ottobre dalle 14:40 alle 16:10, in occasione del 56° Congresso Nazionale SIBioC, terremo il workshop dal titolo “VALUE-BASED APPROACH NELLA VALUTAZIONE DEI PROCESSI DELLA FASE PRE-ANALITICA” con l’obiettivo di trattare questo argomento di cruciale importanza per l’intero percorso diagnostico, e di come il sistema di prelievo integrato BD possa supportare gli operatori sanitari nel raggiungere obbiettivi di qualità e sicurezza.

 

 

Dettagli

Moderatori
Mario Plebani – Presidente EFLM
Marianna Puzzo – Az.Ospedaliera Cosenza​

 

Introduzione
Fase pre-analitica e indicatori di qualità per la sintesi delle performance
Mario Plebani – Presidente EFLM

 

Interverranno
Sistema di prelievo integrato verso sistema combinato: una revisione sistematica della letteratura
Francesco Tessarolo – Università di Trento​

 

Le performance nella pratica: un caso operativo
Emanuela Foglia – Università Carlo Cattaneo – LIUC

 

Il valore nell’innovazione della fase pre-analitica
Mario Plebani – Presidente EFLM

 

Seguirà tavola rotonda

 

 

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16 previsioni per i laboratori clinici per il 2024

16 previsioni per i laboratori clinici per il 2024

Di Chris Wolsky – Per leggere l’articolo originale, visitare il sito di CLP: https://clpmag.com/diagnostic-technologies/16-clinical-laboratory-predictions-for-2024/

 

CLP ha recentemente chiesto agli esperti del settore dei laboratori clinici di valutare le loro previsioni per il 2024. Di seguito, in nessun ordine particolare, trovate le prime 16 previsioni.

 

#1 – La carenza di personale continuerà nonostante la spinta verso salari elevati

Non è un segreto che i laboratori clinici si trovino ad affrontare significative carenze di personale, in parte a causa della domanda esponenziale di test di laboratorio.

In qualità di membro del comitato consultivo editoriale (EAB) del CLP, Rachele Moore, MBA, MLS (ASCP), osserva che la domanda non è l’unica ragione per cui stiamo affrontando una carenza di nuovi laboratoristi, e la soluzione non è così semplice come investire denaro.

 

“I laboratori sono attualmente alle prese con una grave carenza di professionisti dei laboratori medici a causa di vari fattori come la chiusura dei programmi di formazione, una diminuzione degli studenti richiedenti e vincoli finanziari“, afferma Moore, che è anche direttore esecutivo dei servizi di laboratorio per l’Aultman Health Foundation. “Per affrontare questa carenza, è essenziale che i laboratori lavorino per ottenere compensi competitivi, una cultura del lavoro positiva e opportunità di avanzamento di carriera. In questo modo, possono attrarre e trattenere personale qualificato per soddisfare la crescente domanda di test di laboratorio”.

E, sebbene un aumento dei compensi possa aiutare, Moore aggiunge che ci sono altre variabili da tenere in considerazione.

 

“Nonostante le sfide affrontate dai laboratori, c’è una crescente attenzione all’acquisizione e alla fidelizzazione dei talenti“, afferma. “Le organizzazioni riconoscono sempre più la necessità di offrire salari e benefit competitivi per attrarre persone qualificate. Ma affidarsi esclusivamente a salari elevati non è sufficiente. Creare un ambiente di lavoro positivo e opportunità di crescita professionale sono ugualmente cruciali per trattenere i talenti nel lungo termine”.

 

 

#2 – I laboratori clinici continueranno a puntare sull’uso dell’intelligenza artificiale, dell’apprendimento automatico e dei flussi di lavoro digitali

I laboratori clinici, come altri settori, hanno visto l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico e i flussi di lavoro digitali cambiare ed evolvere il loro modo di fare affari. Nikos Pavlidis, presidente ad interim di BD Diagnostic Solutions, prevede che ciò continui anche nel 2024.

“Non c’è dubbio che l’automazione e l’informatica rimangono potenti motori nei laboratori clinici”, afferma. “Con la carenza di personale che continua a rappresentare una sfida per il settore, è fondamentale che i laboratori implementino automazione e processi dalla fase pre-analitica e alla reportistica dei risultati, supportati da flussi di lavoro interconnessi abilitati all’informatica, per migliorare l’efficienza e consentire ai laboratoristi di dedicare meno tempo a gravosi processi manuali e più tempo per compiti complessi.”

 

Pavlidis non è l’unico a vedere il 2024 come un anno sempre più digitale. Michelle MacPherson, direttrice della gestione dei prodotti ematologici per Beckman Coulter Diagnostics, prevede una trasformazione digitale in ematologia.

 

“Con l’alba della digitalizzazione delle immagini alle spalle, ora abbiamo le basi per accelerare plausibilmente la medicina di precisione utilizzando la morfologia cellulare per comprendere meglio la problematica, monitorare il trattamento e prevedere i risultati con una precisione significativamente maggiore”, afferma. “I test ematologici, vale a dire l’emocromo completo (CBC), sono parte integrante della valutazione medica e dell’iter diagnostico dei pazienti e, con meno di 100 µl di sangue, possiamo guidare il percorso diagnostico in malattie come la malaria, la leucemia e l’anemia . L’avvento dell’apprendimento automatico e del deep learning ci ha ora offerto l’opportunità di saperne di più sulla malattia e sulla terapia non solo digitalizzando tutte le informazioni ma anche combinandole con altri test e informazioni sui pazienti. Ciò porterà alla fine a una diagnosi più rapida, a trattamenti più efficaci e a una migliore gestione delle cure, il tutto con una provetta con il tappo lilla”.

 

 

#3 – Le offerte di laboratori clinici supporteranno la fornitura di assistenza sanitaria non tradizionale

La pandemia globale da COVID-19 ha cambiato molti aspetti della medicina, inclusa la crescente consapevolezza del valore dei test clinici. Ha anche dato inizio ad un’evoluzione nel modo in cui l’assistenza sanitaria è stata fornita ai pazienti.

Pavlidis prevede che i servizi di laboratorio si evolveranno per soddisfare la fornitura non tradizionale di cure mediche nel 2024. “Un’altra tendenza è la modernizzazione delle offerte di laboratorio per supportare l’evoluzione dell’erogazione dell’assistenza sanitaria condotta in luoghi non tradizionali (come a casa) o attraverso visite virtuali, nonché la necessità di aumentare l’accesso attraverso l’espansione dei programmi di sensibilizzazione“, afferma.

 

Brad Moore, presidente e CEO di Roche Diagnostics North America, vede la tendenza in un contesto più ampio, con il vantaggio di un migliore accesso alle cure. “Modalità di test nuove e innovative stanno avvicinando fisicamente la diagnostica al paziente. Ciò alla fine amplierà l’accesso alle cure e potenzialmente aiuterà a migliorare i risultati complessivi dei pazienti, in particolare in aree patologiche, come la salute sessuale, dove esistono disparità o stigmatizzazione”, afferma. “L’innovazione e la tecnologia continueranno ad essere importanti nella cura del diabete, l’area della diagnostica storicamente più vicina al paziente. Le persone con diabete apprezzano i moderni strumenti di gestione del diabete che alleviano lo stress e l’ansia legati alla loro condizione. Apprezzano la facilità d’uso, la precisione, l’affidabilità e il supporto per il monitoraggio dei dati di cui hanno bisogno ogni giorno per rimanere al passo con la gestione di tutto, dai carboidrati all’HbA1c.”

 

 

#4 – L’autoprelievo darà potere ai pazienti e migliorerà l’assistenza

Sebbene l’accesso sia un vero problema per molti pazienti, alcuni trovano difficile il processo di prelievo dei campioni per una serie di ragioni personali, culturali o logistiche. Pavlidis prevede che l’autoprelievo sarà un punto di svolta per i laboratori.

 

“La disponibilità dell’autoprelievo sarà un fattore abilitante significativo che consentirà ai laboratori di fornire servizi preziosi alla popolazione e di migliorare l’accesso; prendiamo come esempio l’autoprelievo dell’HPV”, afferma. “L’autoprelievo per il test HPV è già in uso in molti paesi del mondo. Sono in corso sforzi per portare questa opzione negli Stati Uniti e, se ci sarà un’approvazione tempestiva da parte della FDA, potremmo vedere – si spera di vedere – un aumento dello screening HPV, il che significa che più persone con una cervice trarranno vantaggio dalla comodità e dalla privacy della propria auto-raccolta di campione per effettuare uno screening critico. La Danimarca, ad esempio, ha visto un ulteriore 31% di donne precedentemente non sottoposte a screening partecipare al programma nazionale HPV del paese dopo che gli era stata offerta la possibilità di autoprelievo. Un maggior numero di test raccolti direttamente dal paziente destinati ai laboratori richiederà ai laboratori di sfruttare meglio la propria scala e capacità di ottimizzare le proprie prestazioni e standardizzare la qualità e i costi della diagnostica, dove ancora una volta l’automazione e l’informatica aiuteranno”.

 

 

#5 – La convergenza tra Life Science e Diagnostica diventa reale

La medicina standardizzata e valida per tutti sta finendo e assistiamo all’emergere di trattamenti personalizzati e su misura. Questa è la previsione di Yves Dubaquie, PhD, vicepresidente senior di Revvity. Ma questo è solo il primo passo verso la creazione di un ambiente sanitario più dinamico.

 

“Silos e lacune tecnologiche impediscono alla medicina personalizzata di raggiungere il suo massimo potenziale”, afferma. “Man mano che la scienza diventa più complessa e più personalizzata, vedremo una collaborazione ancora maggiore tra life science e diagnostica. Questa convergenza è fondamentale per contribuire a promuovere nuove scoperte scientifiche nei laboratori, portare un nuovo prodotto attraverso la clinica e, in definitiva, personalizzare una diagnostica unica che possa aiutare a identificare gli individui che trarranno il massimo beneficio da questa nuova terapia o cura. Questo “continuum” completo che coinvolge dalla ricerca allo sviluppo, dalla diagnosi alla cura, migliorerà l’assistenza sanitaria per tutti, ovunque”.

 

 

#6 – Il cambiamento climatico alimenterà la necessità di una nuova diagnostica

Il cambiamento climatico sta sicuramente influenzando molte discussioni sul futuro. Tyler Radke, MLS(ASCP)CM, collaboratore abituale del CLP, è tra coloro che vedono crescere nuove minacce alla nostra salute a causa del cambiamento climatico e di altri fattori.

 

“Continua ad esserci una battaglia in corso che si verifica lentamente nel tempo con lo sviluppo di resistenza nella Candida auris, Candida glabrata e Candida krusei, probabilmente a causa delle pressioni antifungine“, afferma. “Alcuni dei quali potrebbero essere dovuti a trattamenti migliorati e alla durata di vita prolungata dei pazienti immunocompromessi, creando un nuovo tipo di ambiente per lieviti e muffe opportunistici”.

 

E anche se è improbabile che vedremo un’epidemia apocalittica stile The Last of Us, la minaccia di infezioni fungine sta crescendo, afferma Radke.

“Un ottimo esempio della diffusione sempre più ampia delle muffe è un affascinante articolo della Washington University School of Medicine. Il team conclude che le muffe dimorfiche si trovano sempre più spesso in aree al di fuori della loro geografia storicamente endemica”, afferma. “Con titoli come questi, è difficile immaginare che le infezioni fungine non diventino un obiettivo più importante per la comunità dei laboratori. Con un po’ di fortuna, ciò porterà a metodi di test diagnostici avanzati che vanno oltre gli strumenti di cui disponiamo oggi, i quali presentano tutti limiti significativi in ​​termini di velocità, complessità tecnica, sensibilità, specificità o costo. Si stanno facendo alcuni progressi con un test di nuova concezione per rilevare gli anticorpi contro Coccidioides spp.”.

 

Rodney E. Rohde, PhD, SM(ASCP)CM, SVCM, MBCM, FACSc, professore di Regents e membro globale del Medical Laboratory Science Program presso la Texas State University, prevede inoltre che sia le malattie infettive emergenti che quelle riemergenti “continueranno per amplificarsi di fronte ai continui cambiamenti climatici, geopolitici e di altro tipo”. Cita, in particolare, la resistenza antimicrobica come un problema globale continuo.

 

 

#7 – L’uso dei biomarcatori migliorerà la diagnosi di molteplici malattie

Ogni giorno sembra che vengano scoperti nuovi biomarcatori per una serie di malattie, che supportano la diagnosi precoce e trattamenti migliori e più efficaci. Aspettatevi di vederne di più, secondo Stephanie Franco, PhD, Senior Scientific Affairs Liaison per EUROIMMUN (parte di Revvity)

 

“Con l’entusiasmo che circonda l’approvazione di Leqembi da parte della FDA e l’approvazione in attesa di donanemab (trattamenti anti-amiloide per la malattia di Alzheimer (AD), riteniamo che ulteriori indagini cliniche sui biomarcatori ematici (BBBM) e sullo screening genetico siano indispensabili per promuovere miglioramenti nella diagnosi di AD e trattamenti“, afferma. “È stato dimostrato che i portatori di ApoE e4 corrono un rischio maggiore di sviluppare anomalie nell’imaging correlate all’amiloide (ARIA) quando vengono sottoposti a trattamenti anti-amiloide, come Leqembi e donanemab le istruzioni per l’uso di Leqembi per eseguire lo screening genetico dell’ApoE prima del trattamento, il che suggerisce che questo screening genetico potrebbe diventare un requisito per il trattamento. Inoltre, si sta studiando il valore di diversi biomarcatori nuovi ed esistenti nel plasma (ad esempio p-tau-217). diagnosi accurate e trattamenti più convenienti, facilmente accessibili e meno invasivi rispetto ai prelievi del liquido cerebrospinale e agli screening PET. Vediamo anche ulteriori indagini su terapie combinate con obiettivi diversi dall’amiloide per aiutare a ridurre il declino cognitivo nei pazienti con AD da lieve a moderata. Ulteriori esplorazioni dei BBBM e dei test genetici sull’ApoE saranno sicuramente cruciali nei prossimi capitoli della diagnosi e dei trattamenti dell’AD. Il panorama in evoluzione della ricerca sulla malattia di Alzheimer e dei dati degli studi clinici presentati alla più recente conferenza Clinical Trials for Alzheimer’s Disease (CTAD) è stato descritto come profondo e noi siamo d’accordo”.

 

Nel 2024, i laboratori e le istituzioni sanitarie stanno espandendo le proprie capacità interne per soddisfare la crescente domanda di test tramite immagini di scansione del liquido cerebrospinale e PET, gli unici metodi approvati dalla FDA attualmente disponibili per confermare la patologia amiloide, necessaria anche per le nuove terapie, secondo a Brad Moore di Roche.

 

Allo stesso modo, Moore ritiene che i biomarcatori aiutino a identificare e curare meglio le malattie oltre l’Alzheimer. “Ad esempio, l’American Diabetes Association (ADA) raccomanda che le persone con diabete siano sottoposte a una valutazione annuale del rischio per individuare precocemente l’insufficienza cardiaca, anche se al momento non presentano alcun sintomo“, afferma. “Le linee guida richiedono test per rilevare livelli elevati di peptide natriuretico di tipo B e/o livelli insoliti di troponina cardiaca ad alta sensibilità, che sono biomarcatori di malattie cardiovascolari sottostanti e possono essere elevati prima dello sviluppo dei sintomi”.

 

 

#8 – Test diagnostici innovativi per la tubercolosi saranno sviluppati come parte della strategia di eradicazione della malattia

Sebbene la tubercolosi sia una malattia prevenibile e curabile, continua a mietere innumerevoli vittime ogni anno, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. Ruth Brignall, PhD, responsabile degli affari scientifici globali presso Revvity, prevede che nuovi tipi di test saranno fondamentali per sradicare la malattia.

 

“Gli attuali test diagnostici per la tubercolosi si basano sulla conferma microbiologica dei batteri della tubercolosi da campioni di espettorato o sui segni visivi della tubercolosi nel polmone osservati su una radiografia del torace. Di conseguenza, circa il 36% dei nuovi casi di tubercolosi, che non hanno tubercolosi polmonare o non possono produrre un campione di espettorato, non vengono diagnosticati o non segnalati. La sfida principale risiede nell’assenza di una diagnostica non basata sull’espettorato. Lo sviluppo di test accurati non basati sull’espettorato è fondamentale per diagnosticare individui affetti da tubercolosi attiva che non possono produrre espettorato”, afferma. “Nel 2024, prevediamo che lo sviluppo di strumenti diagnostici innovativi per la tubercolosi, come la diagnostica non basata sull’espettorato, inizierà ad affrontare le esigenze insoddisfatte nell’ambito della tubercolosi. Prevediamo inoltre che vedremo un migliore accesso ai test esistenti per una migliore copertura dove più necessario”.

 

 

#9 – Maggiore supervisione degli LDT da parte della FDA

La proposta della FDA di aumentare la supervisione dei test sviluppati in laboratorio (LDT) potrebbe avere profondi effetti sul settore dei laboratori clinici e sulla cura dei pazienti, prevede Ron Blum, PhD, membro del CLP EAB e Chief Science Officer di Sinai Labs.

 

“Nel 2022, il Congresso non è riuscito ad approvare l’atto VALID, una legislazione volta a spostare la supervisione degli LDT dalla CLIA alla FDA. A quel tempo, i funzionari della FDA hanno indicato che se la legge VALID non fosse passata, avrebbero pianificato la pubblicazione unilateralmente della propria proposta per regolamentare gli LDT”, afferma Blum. “Nella sua analisi, Bruce Quinn, MD, PhD, esperto di rimborsi e politiche sanitarie, identifica alcune sconcertanti stime dei costi che la FDA ritiene saranno necessarie per implementare la propria supervisione, per un importo di 50 miliardi di dollari. La FDA afferma di voler regolamentare gli LDT per migliorare la qualità dei test e la sicurezza dei pazienti, ma molti degli esempi citati come ragioni per implementare la supervisione non sono corretti. Gli LDT hanno svolto un ruolo vitale nel colmare le lacune critiche nell’assistenza sanitaria per i test sulle popolazioni svantaggiate, in particolare nel cancro, nella genetica e nelle malattie infettive, e costringere i laboratori a presentare i loro nuovi test attraverso il processo della FDA soffocherebbe l’innovazione e danneggerebbe effettivamente coloro che la FDA sostiene che una supervisione più rigorosa trarrebbe beneficio”.

 

 

#10 – La stratificazione del rischio per la prognosi diventerà uno strumento di supporto per i pazienti con malattie croniche

Per i pazienti con patologie croniche, una migliore comprensione della progressione della malattia prenderà probabilmente la forma di nuovi tipi di test, secondo Sharon Bracken, responsabile della diagnostica per Siemens Healthineers.

 

“C’è un’area di opportunità all’interno di ogni stato patologico per supportare i pazienti nelle prime fasi della diagnosi, per prevenire idealmente il progresso della malattia”, afferma. “Fino a quando non verranno rivelati o stabiliti nuovi biomarcatori per supportare lo sviluppo di test in grado di diagnosticare precocemente la malattia, l’attenzione, parallelamente, sarà focalizzata su opportunità più immediate per supportare la cura del paziente attraverso la prognosi e la stratificazione del rischio dei pazienti che sono a maggior rischio di progressione”. agli stadi più avanzati della malattia. L’identificazione di questi pazienti può supportare un monitoraggio più efficiente della progressione della malattia e anche una somministrazione o una modifica più precoce del trattamento. Possiamo anticipare che questi strumenti di intervento precoce assumeranno la forma di test e algoritmi di intelligenza artificiale e sono ormai all’orizzonte. Il più grande ostacolo all’utilizzo di questi nuovi strumenti al massimo potenziale sarà l’accessibilità di diversi set di dati che rappresentano scenari del mondo reale”.

 

 

#11 – I test per la malattia minima residua (MRD) diventeranno uno standard di cura in oncologia

Secondo Yuri Fesko, MD, vice president, medical affairs, oncology, per Quest Diagnostics, il test della malattia minima residua che utilizza un semplice prelievo di sangue per aiutare a identificare le cellule tumorali nel DNA tumorale circolante dopo un trattamento iniziale, sarà adottato in modo più ampio.

 

“Ci aspettiamo che questo venga adottato più ampiamente, insieme ad altre tecnologie diagnostiche avanzate come il sequenziamento di prossima generazione per l’analisi dei tumori per aiutare a selezionare un trattamento“, afferma. “I medici in genere monitorano i pazienti per diversi anni per rilevare segni di recidiva del cancro, utilizzando test che includono la biopsia tissutale o l’imaging. Tuttavia, le biopsie e l’imaging possono essere invasivi, scomodi o costosi, quindi i test della MRD forniscono un modo nuovo e complementare per aiutare a monitorare longitudinalmente nel tempo il cancro residuo o ricorrente attraverso un semplice esame del sangue. Quest’anno a circa 1,9 milioni di persone verrà diagnosticato un cancro. I casi di cancro continuano ad aumentare in tutto il Paese, con picchi di casi più aggressivi anche per alcuni tipi di cancro e tra i più giovani. Strumenti di medicina di precisione come quelli in grado di testare la MRD saranno fondamentali per affrontare la recidiva del cancro, non solo nel 2024, ma oltre, e contribuiranno a garantire risultati sanitari migliori”.

 

 

#12 – Il sequenziamento di nuova generazione migliorerà lo screening neonatale

Il sequenziamento di nuova generazione (NGS) è stato utilizzato per testare un’ampia gamma di patologie nel laboratorio clinico, ma offre ai medici strumenti potenti per fornire assistenza ai neonati, secondo Madhuri Hegde, FACMG, SVP e direttore scientifico di Revvity.

 

“Il sequenziamento di prossima generazione (NGS) sta fornendo informazioni efficienti e olistiche sul genoma umano, che è diventata un’opzione praticabile per lo screening a livello di popolazione, compreso lo screening neonatale (NBS)”, afferma Hegde. “Un recente studio condotto da Revvity Omics ha dimostrato il valore clinico dello screening proattivo basato sul sequenziamento in neonati apparentemente sani. L’uso dello screening genomico proattivo consentirebbe agli operatori sanitari di scoprire un’ampia gamma di rischi per le incombenti patologie ad esordio pediatrico, consentendo interventi precoci e piani di trattamento personalizzati basati sulla composizione genetica individuale. Man mano che NGS diventa sempre più accessibile al grande pubblico, sfruttare questo strumento potrebbe avere un profondo impatto sulla salute e sul benessere delle famiglie e delle generazioni future”.

 

 

#13 – Ci sarà un ulteriore consolidamento dei laboratori clinici e delle società diagnostiche

La pandemia ha offerto alle aziende molte opportunità e ha reso il valore dei test una priorità per clienti e stakeholder. Tuttavia, Blum prevede che ciò abbia avuto un costo costante: il consolidamento.

 

“Una delle caratteristiche sorprendenti della conferenza AACC/ADLM del 2023 è stata la moltitudine di aziende che ora sono sotto l’egida di società diagnostiche più grandi. I vari nomi e loghi aziendali che apparivano sulle pareti dei congressi erano una sorta di “NASCAR del settore dei laboratori e della diagnostica”. Con il declino del COVID e la conseguente diminuzione delle entrate dei test obbligatori, le aziende diagnostiche e i laboratori sono stati costretti a recuperare per le perdite finanziarie in vari modi, inclusi licenziamenti, chiusure e aumento di fusioni e acquisizioni. Ulteriori fattori trainanti di questo consolidamento includono i tagli proposti in corso al rimborso per i test di laboratorio da parte di PAMA e una sempre minore forza lavoro di professionisti qualificati”, osserva. “Le aziende stanno diversificando le tecnologie di test e le aree di interesse e cercando nuovi flussi di entrate in segmenti ausiliari per integrare la diminuzione della domanda e le pressioni economiche. Con l’economia in recessione, sembra che il trend di consolidamento continuerà nel 2024, soprattutto perché cresce l’incertezza su chi guiderà il Paese [Stati Uniti d’America] nel 2025”.

 

 

#14 – L’innovazione nei test multidroga d’abuso diventerà comune

Per certi versi messa in ombra dalla pandemia, la crisi degli oppioidi sta ora diventando una priorità, in particolare con l’arrivo sulla scena di nuovi farmaci psicoattivi. Ciò richiederà una continua innovazione nei test, secondo Jack Kain, PharmD, direttore e collegamento per le scienze mediche, Drug Monitoring & Toxicology per Quest Diagnostics.

 

“Negli ultimi 10-15 anni, l’epidemia di oppioidi ha continuato ad evolversi, attraversando periodi pieni di abuso di oppioidi da prescrizione e, negli ultimi anni, di fentanil. Prevedo che il 2024 segnerà una nuova fase: l’epidemia delle nuove droghe psicoattive. Le nuove sostanze psicoattive (NPS) sono una gamma di farmaci progettati per imitare le droghe illecite consolidate come cannabis, cocaina, MDMA e LSD. I produttori illeciti di questi farmaci sviluppano nuove sostanze chimiche per sostituire quelle vietate, rendendo gli effetti a lungo termine di queste sostanze impossibili da monitorare da parte dei medici e imprevedibili per coloro che le usano”, afferma Kain. “Mentre il NIDA segnala che i decessi legati a oppioidi sintetici e stimolanti continuano ad aumentare in tutto il paese, l’emergere di questi nuovi farmaci sintetici ha eluso il rilevamento con gli attuali metodi di test. Le NPS devono essere monitorate per prevenire danni alle comunità, ma molti laboratori attualmente non le stanno testando. Prevediamo che i laboratori svilupperanno nuovi metodi di test nel 2024 come la xilazina e altre NPS che emergono come minacce per la salute pubblica”.

 

 

#15 – La ricerca per vivere più a lungo spingerà ulteriormente la diagnostica nel mondo del consumismo

La pandemia ha causato un cambiamento nel modo in cui le persone gestiscono tutti gli aspetti della propria salute, e Bracken prevede che ciò continui in modo profondo anche nel 2024.

 

“La pandemia ha cambiato per sempre il modo in cui le persone pensano ai test diagnostici. Una volta non si pensava molto a sottoporsi a prelievi di sangue presso lo studio del medico o in un luogo di raccolta, ma il COVID ha aperto le porte all’autoprelievo, ai test in nuove posizioni, all’ordinazione delle proprie analisi del sangue direttamente da un laboratorio e ad altri processi non tradizionali,” afferma. “Un colpo di scena inaspettato è stata l’ascesa degli influencer dei social media che hanno suscitato interesse per il concetto di longevità. Gli influencer non si limitano più a consigliare prodotti, ma portano con sé i loro affascinati follower nella ricerca per vivere una vita più lunga e più sana. In effetti, dati recenti rivelano che nell’ultimo anno i pazienti hanno riposto maggiore fiducia nei loro amici e familiari quando si tratta di informazioni sanitarie, portando l’influenza dei pari a un livello equivalente di fiducia che ripongono nei medici e negli infermieri. Inoltre, il 44% dei giovani adulti (di età compresa tra 18 e 34 anni) ritiene che la propria ricerca possa renderli altrettanto competenti sulla maggior parte delle questioni sanitarie quanto i medici. Questa mentalità porterà a una maggiore consumerizzazione della diagnostica e a un’attenzione al benessere e alla longevità a un ritmo più accelerato man mano che sempre più persone prenderanno in mano la propria assistenza sanitaria. L’attuale carenza di forza lavoro nel sistema sanitario creerà un’ottima opportunità affinché questo cambiamento avvenga”.

 

 

#16 – I test sulle cellule T guadagneranno ulteriore popolarità nella terapia di Long COVID e CAR-T

Secondo James Foster, CEO di Virax Biolabs, i test sulle cellule T offrono una serie di opportunità diagnostiche, in particolare per identificare e aiutare a trattare il COVID a lungo termine e convalidare la terapia con cellule CAR-T.

 

“Sebbene le terapie con cellule CAR-T abbiano mostrato un notevole successo in alcuni pazienti affetti da cancro, sono necessari metodi di validazione robusti per garantirne la sicurezza e l’efficacia. I test sulle cellule T svolgono un ruolo fondamentale in questo processo di validazione valutando la funzionalità, la specificità e la persistenza delle cellule CAR-T”, afferma. Secondo Foster, il test sulle cellule T aiuta a identificare la funzionalità, confermare la specificità e la persistenza delle terapie cellulari CAR-T a lungo termine.

“I test sulle cellule T sono emersi come un potente strumento per la validazione delle terapie con cellule CAR-T per il trattamento del cancro e per il progresso della ricerca Long COVID-19. La sua capacità di valutare la funzionalità, la specificità e la persistenza delle cellule CAR-T garantisce trattamenti più sicuri ed efficaci per i pazienti affetti da cancro. Allo stesso tempo, nel contesto della lunga durata del COVID-19, i test sulle cellule T aiutano a svelare le complessità della risposta immunitaria, portando potenzialmente a migliori strategie di gestione di questa condizione enigmatica”, aggiunge Foster. “Poiché la ricerca in entrambi i campi continua ad evolversi, è probabile che i test sulle cellule T svolgano un ruolo sempre più vitale nel plasmare il futuro delle terapie con cellule CAR-T e nella nostra comprensione del COVID-19 lungo. Sfruttando la potenza dei test sulle cellule T, possiamo realizzare terapie e approfondimenti innovativi che hanno il potenziale per trasformare il panorama dell’assistenza sanitaria”.

 

 

 

Chris Wolski è caporedattore di CLP.

 

 

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